#freshfromthelab: Nei panni degli altri. Soprattutto dei bambini che (non) ci manipolano.

Eccoci con un nuovo appuntamento con la nostra rubrica #freshfromthelab. Come sapete, la nostra Silvia è membro onorario del Centre for Brain and Cognitive Development (ovvero Centro per lo Sviluppo Cerebrale e Cognitivo) di Birkbeck, University of London, che si riunisce ogni settimana per fare il punto sulle ricerche dei suoi membri. E noi vi portiamo quelle più rilevanti per voi…Fresh From The Lab!

Oggi esploriamo con la Professoressa Ferguson una prospettiva a lungo termine su quella che pensandoci bene potrebbe essere in assoluto la cosa più utile che i genitori possono imparare dalla psicologia: la Teoria della Mente.

La Teoria della Mente è la capacità di metterti nei panni mentali di qualcun altro.Si riferisce alla capacità di capire che le altre persone hanno una vita interiore proprio come te, con pensieri, aspettative, punti di vista che potrebbero non essere proprio uguali ai tuoi ma sono governati da leggi simili.

Guarda questi due nella foto qui sotto: entrambi sarebbero d’accordo con l’altro se solo si mettessero dal suo punto di vista.

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Cambiare punto di vista è uno degli elementi della Teoria della Mente, ma non l’unico. La Teoria della Mente include anche, ad esempio, la TUA abilità di predire che cosa IO possa pensare sulla base della conoscenza che IO ho (e NON che TU hai).

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(No, non è uno dei nostri mariti!)

Per esempio, immagina una mamma che prima di uscire abbia messo le sue pantofole nella scarpiera accanto all porta. Mentre è fuori, suo figlio di 5 anni decide di farle uno scherzo e le nasconde sotto il suo letto. Quando la mamma torna, il marito si aspetterà che lei cerchi le pantofole nella scarpiera o sotto il letto? Ovviamente si aspetterà che le cerchi nella scarpiera, giusto? Perché sa benissimo che lei non sa che il bambino le ha nascoste. Allora forse le farà un occhiolino, indicando il bambino, così che lei capisca che c’è un gioco da fare e le cerchi senza pensare che si siano volatilizzate nella scarpiera (quanto sono bravi i genitori a barare!).

Ma dei genitori ne parliamo tra un attimo.

Prima invece parliamo del fratellino piccolo, che ha quasi 4 anni. Lui, dove si aspetterà che la mamma cerchi le pantofole? Potrebbe sorprendervi, ma lui molto probabilmente si aspetta che la mamma le cerchi sotto il letto! Lui sa che le pantofole sono lì, ma non realizza che la mamma non lo sa. Dal punto di vista del piccolo, non ha nessun senso che lei le cerchi altrove che non sotto il letto.

Grazie a qualche decennio di ricerca sulla Teoria della Mente, possiamo dire con certezza che per quanto strane per noi, le aspettative del fratello piccolo sono perfettamente adeguate alla sua età. Capire che la mamma non poteva sapere che le pantofole venivano spostate mentre era fuori casa è un’attività elaborata e abbastanza complessa per un cervello ancora così piccolo.

È una sfida che la maggior parte dei bambini sotto i 4 anni non può raccogliere, anche se non sono neanche del tutto ignari: a partire dai 14 mesi mostrano qualche segno di sapere che i comportamenti delle persone diventano strani quando si sono persi qualche avvenimento, ma come interpretino questo fatto e come usarlo direttamente nel loro comportamento necessita ancora di un po’ di pratica.

Ne parliamo ovviamente nei nostri laboratori Il Post Parto – BabyBrains (trovate la lista delle Educatrici formate qui), ma intanto facciamoci solo una domanda: come può un bambino piccolo manipolarti, se non sa nemmeno che tu hai i tuoi pensieri, le tue credenze e aspettative?

me-me-me“E voi, invece????” è la domanda che la ricerca della Prof Ferguson sembra volerci porre. Ha mostrato in vari modi che gli adolescenti e i giovani adulti possono assumere il punto di vista di qualcun altro e agire di conseguenza. Ma, appena sono sottoposti a un po’ di fatica cognitiva, diventano all’improvviso molto meno abili nel farlo. La cosa più significativa è che la Prof ha usato il componente N400 ERP (quei piccoli blips nell’attività dei nostri cervelli che sono collegati a eventi specifici) per mostrare che persino gli adulti processano il mondo prima dal proprio punto di vista e solo dopo riescono a cambiare prospettiva se necessario (e se non sono troppo stanchi, stressati, deprivati di sonno, o troppo pigri o occupati per farlo!).

Se vuoi andare in profondità e capire come si sviluppa la Teoria della Mente attraverso la vita, il paper della professoressa Ferguson è qui.

Ma anche senza metterti a scartabellare ricerche accurate ma non proprio leggerissime in inglese, grazie a questo #freshfromthelab puoi portare con te una certezza: la prossima volta che tuo figlio non capisce perché quella cosa èsia così importante per te, o ti pianta una scena da melodramma napoletano nel bel mezzo del supermercato, ricordati che non ha alcun modo per vedere le cose dal tuo punto di vista. E sì, gestisci il suo comportamento in modo fermo e gentile, ma non prenderla come una cosa personale. Non ti vuole manipolare, non se ne sta approfittando, non ne sa nulla. Lo capirà a suo tempo (e allora potresti rimpiangere questo periodo di beata ignoranza!).

Ugualmente, quando ti accorgi che stai chiedendo a tuo figlio un comportamento da grande…fermati a rendertene conto, smetti di farlo se puoi, ma non sentirti in colpa.

La Professoressa Ferguson ha mostrato con dovizia di particolari quanto sia davvero difficile -proprio a livello cognitivo!- mettersi nei panni di qualcun altro.

Per fortuna, il nostro cervello continua a migliorare in tal senso fino ai 40 anni inoltrati…e la maternità ci aggiunge un pizzico di superpoteri!

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Post scritto originariamente per Baby-Brains.com
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