5 ragioni concrete per cui rilassarsi tutti i giorni in gravidanza serve davvero.

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Photo by Ezra Comeau-Jeffrey

La gravidanza è un periodo un po’ strano, da molti punti di vista e in particolare da quello delle cose da fare. Dopo l’iniziale “Sono incinta, qualcuno faccia qualcosa!” iniziamo a mettere a fuoco lentamente cosa possiamo e vogliamo fare noi. In questo, tanto per cambiare, la nostra società aiuta poco. Un buon elenco di abitudini assistenziali iniziano col farci sentire malate, con pratiche e abitudini che da subito incoraggiano un atteggiamento di delega passiva verso tutte le autorità (dal ginecologo alla suocera passando per tutti i gradini intermedi) fuorché la nostra. Un certo folklore sociale riesce con facilità a farci nascere una serie di paure più o meno logiche (è di stamattina il racconto dell’incontro con la vicina di casa che alla vista del pancione, anziché congratularsi, ha sentito l’urgenza di domanda con aria accorata: “Hai paura?!?”). E con cinque link di pubblicità su noti portali per donne in attesa, ha già alimentato almeno 5 ansie e cercato di vendere altrettanti contenitori per raccoglierle.

Il bello è che l’unica cosa che veramente c’è da fare -cioè far crescere quell’intero piccolo essere umano poco più che dal nulla- si fa da sé. Con una grazia e una perfezione da lasciare a bocca aperta.

Ma qualcosa che possiamo fare di veramente utile in gravidanza c’è. Ed è una di quelle cose tanto semplici e banali che alcune a volte hanno quasi imbarazzo ad ammettere di desiderare e molte persino difficoltà a concedersi. Concedersi una mezzora di rilassamento quotidiano, o almeno 10 minuti quando proprio non si può fare altro, non solo è piacevole di per sé, ma serve davvero.

Nel nostro libro ve lo ripetiamo a più riprese, e avete a disposizione diversi Mp3 (uno gratuito, che potete richiederci via mail) e quelli che trovate da scaricare qui. Ma servono davvero?

Sì. In almeno 5 rispetti.

1) Un rilassamento quotidiano fa bene al cervello in generale. È provato (Lazar et al, 2005) che una pratica di meditazione o mindfulness quotidiana per 8 settimane è associata ad alterazioni positive di alcune aree del cervello con benefici a lungo termine che rimangono anche nello stato non meditativo. In gravidanza di settimane ne abbiamo ben più di 8: vale la pena provare.

2) Un rilassamento quotidiano fa bene al nostro cervello per il parto. Ci piaccia o non ci piaccia, il nostro cervello si prepara ad affrontare il parto esattamente con le stesse strutture e modalità con cui lo ha affrontato nei millenni: si prepara a lasciare che la parte istintiva, primitiva e animalesca prenda il sopravvento su quella della logica. È ovvio, ogni parte del corpo fa quello a cui è deputata, e la logica al momento del parto serve a poco (un po’ come quando facciamo l’amore, no?). È il corpo, nella sua relazione con il cervello profondo che abbiamo in comune con tutti gli altri mammiferi, a essere protagonista. Donare al nostro cervello un momento quotidiano di calma e rilassamento, è pratica concreta per supportare questo funzionamento istintivo.

3) Un rilassamento quotidiano fa bene al nostro cervello e al resto del nostro corpo, nel loro lavoro congiunto per il parto. Mente e corpo non sono due entità sconnesse e indipendenti, ma due aspetti di noi completamente interconnessi. Ogni emozione è uno scambio chimico reale che avviene nel nostro corpo. Se abbiamo interiorizzato aspettative negative (e basta aver guardato due scene di parto “normale” in film famosi perché sia successo), corpo e cervello si sono “accordati” su come affrontare il travaglio. Come un pericolo. Questo, in termini ormonali, è uno dei primi motivi concreti per cui per molte donne nella nostra cultura il parto è sofferenza atroce e pericolo reale (la questione delle tigri dai denti a sciabola torna sempre). Offrire ogni giorno al nostro cervello e al nostro corpo un tempo di calma profonda associato a messaggi positivi su gravidanza e parto ha il potenziale di agire in profondità, nelle aspettative più o meno consce che abbiamo nei confronti del parto, e contribuire a farcelo affrontare serenamente. Sia con la mente che con il corpo.

4) Un rilassamento quotidiano è utilissimo al nostro corpo, per affrontare le contrazioniLe onde del nostro utero in travaglio non sono uno scherzo. Lo sforzo fisico e mentale che ci è richiesto per accoglierle e accompagnarle non è cosa da poco. È stato scritto giustamente che il parto è il monte Everest del corpo umano, ed è vero. A differenza di una scalata all’Everest, tuttavia, non serve un equipaggiamento costoso né un allenamento sovrumano per affrontarlo (una buona guida, quella sì!): abbiamo già tutto dentro di noi. Durante una contrazione, sull’utero, che è formato da muscoli involontari, non possiamo intervenire: ma possiamo intervenire molto su tutto il resto dei muscoli del corpo. Possiamo fare molto perché non lo ostacolino, non gli tolgano ossigeno e risorse di energie (cose fisiche eh, niente di esoterico!). Possiamo rilassare tutto il resto, e così facendo, supportare al meglio il grande lavoro che accade intorno al nostro bambino. Come qualsiasi cosa che vada imparata nel corpo, il rilassamento profondo si può imparare solo facendolo. E rifacendolo. E poi ancora. Con quella ripetizione costante che fa grandi alcuni violinisti e ognuno di noi un decente ciclista. Si chiama memoria procedurale -l’avete trovata con una stella da disegnare nel nostro libro!- ed è utilissima.

5) Un rilassamento quotidiano riguarda anche il nostro bambino. Non stiamo preparando solo il nostro parto, ma anche la sua nascita. E lui si sta preparando con noi (che poi, per la cronaca, è il motivo per cui non riusciamo a trattenerci dal ribaltare tavoli ogni qualvolta sentiamo cianciare assurdità a favore della maternità surrogata). Nella nostra pancia, per molti mesi, quel bambino si prepara, e lo fa in relazione con la proprietaria di quella pancia: con i suoni che ascolta, con il cibo che ingeriamo, e con una serie di altre cose tra cui le esperienze che condivide con noi. Il suo bagaglio genetico si sta modulando durante la gestazione. Grazie a uno studio condotto su donne incinte durante l’attacco alle Torri Gemelle, ad esempio, si sa (Yehuda et al., 2005) che c’è connessione tra i traumi a cui è esposta una donna in gravidanza e i livelli di cortisolo presenti nella saliva dei loro neonati, predittivi del rischio di sviluppare PTSD (Sindrome da Disturbo Post Traumatico). No, uno studio che dimostri quali effetti abbia davvero un rilassamento quotidiano su un bambino e la sua mamma in effetti non c’è. Ma veramente ci serve uno studio per autorizzarci a dire che mezzora di serenità e calma, tutti i giorni, possono piacere molto al nostro bambino? Ed è ragionevole pensare che lo preparino ad un mondo buono. Un mondo in cui arrivare con fiducia. Magari persino con la capacità o se non altro l’aspettativa di saper riportare equilibrio e pace fuori e dentro di sé anche dopo la giornata più stressante. Abbiamo solo aneddoti, ma la quantità di mamme che riportano bambini calmi e sereni dopo gravidanze vissute così è davvero alta. Il corpo della mamma è il primo mondo del bambino. Il rilassamento della mamma è anche del bambino. E l’infinità di movimenti che si avvertono e si vedono quando la mamma si concede un rilassamento profondo sembrano davvero un bel messaggio che viene da dentro quella pancia…

Quindi, se ci servono ragioni logiche o scientifiche per concederci di “non fare nulla”, prendiamoci a testa alta tutte le ragioni che ci sono. Stai facendo un essere umano dal nulla… puoi certamente concederti mezzora al giorno per “non fare nulla”. Soprattutto ora che sai che, invece, è fare moltissimo. Per te stessa, per il tuo parto e per il tuo bambino.

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Photo by Job Savelsberg

 

 

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