Leggere: Alice Miller

Venerdì! Parliamo di libri! Forse vi aspettavate vi inondassimo di libri per il parto… ma arriveranno (e comunque intanto avete il nostro, eh…:-)

Noi pensiamo che in realtà il parto si prepari innanzitutto nel prepararsi a essere genitori, che a sua volta passa dal guardare e cercare di capire i bambini. Anche attraverso la storia dello sguardo sui bambini che ha attraversato le generazioni prima di noi.

L’autrice che ci piace raccomandarvi, oggi, è Alice Miller. Non esattamente una lettura leggera da intrattenimento, lo ammettiamo e ci faremo perdonare Venerdì prossimo! Ma parole forti e necessarie. Soprattutto perché sono state tra le primissime a essere scritte in difesa dei bambini. 

Alice Miller nasce psicologa e psicanalista ma dalla psicanalisi si discosta poi in modo molto critico, cosa che a noi importa poco (anzi) ma sappiamo farà storcere il naso a qualche lettrice. Non a caso, è rimasta un personaggio controverso tra i professionisti e forse tutto sommato questo aspetto ci ispira simpatia. Si dice fosse un tantino assoluta nei suoi giudizi e poco incline al compromesso, soprattutto per quanto riguardava l’essere dalla parte dei bambini, cosa che -a detta sua- neanche i grandi della psicologia evolutiva erano davvero. A torto o a ragione, a noi le donne appassionate piacciono! È stata pioniera della lotta alle punizioni corporali, soprattutto le sculacciate.

Quello che rende i suoi libri (tutti ma soprattutto La persecuzione del bambino) pregnanti oggi, è lo sguardo appassionato sul mondo dell’infanzia. Lo sguardo combattivo, di chi si rende conto che c’è qualcosa da salvare. Prezioso per noi oggi: oltre gli schermi e le riviste che ci informano sulle più recenti scoperte scientifiche sul mondo dell’infanzia, anche noi viviamo ancora in una società che troppo spesso -più o meno consciamente – guarda al bambino come qualcosa da gestire anziché curare, riempire anziché educare e maneggiare anziché vivere in una relazione.

Forse più ancora che a chi sta per diventare mamma, questi libri servirebbero a chi con mamme e bambini lavora, a chi insegna, a chi prende decisioni esecutive su scuole e assistenza.

I capitoli sull’infanzia di Hitler e su quale possa essere stato il sostrato culturale e affettivo che ha consentito a milioni di persone normali di fare ciò che è accaduto nella Germania nazista, contengono temi grandi e coraggiosi. Ci sembra un momento giusto questo per riguardarli,  a pochi giorni dalla Giornata della Memoria.

Da una parte numeri e dimensione dell’Olocausto ne fanno un impossibile pietra di paragone per qualsiasi cosa, per fortuna, ma il tema che sta a cuore alla Miller, e a noi, è riflettere a quanto orrore si celi a volte in ciò che la maggioranza considera normale.  Tutto quello che accade ai singoli è figlio di una visione che viene da lontano, dalle temperature inconsce della cultura collettiva. Che non sempre affonda nel buon senso e in un senso buono. “Non di rado ciò che vi può essere di mostruoso si cela proprio nelle esperienze ‘normali’, in ciò che la grande maggioranza avverte essere ‘del tutto normale e naturale’.” (Vogliamo parlare delle sale parto tra gli anni ’50 e ’80?)

La voce di Alice Miller resta attuale e necessaria anche se risuona da lontano. Condividiamo l’urgenza dell’appello a lasciare che i bambini e gli individui scoprano un accesso alle loro emozioni autentiche e al loro vero sé, senza doversi adattare alle aspettative e al rimosso emotivo dei propri genitori (cara mamma sul cancello di scuola che porti tuo figlio a 74 lezioni e vuoi che sia sempre il primo della classe, ne vogliamo parlare?) per poter invece esprimere con autenticità la propria individualità.

Certo, abbiamo fatto molta strada dalla Pedagogia Nera che ha caratterizzato l’educazione dei bambini negli scorsi secoli in centro Europa -e che la Miller annovera, secondo noi giustamente, tra le concause delle violenze del ‘900- a cui è dedicato un intero capitolo de La persecuzione del bambino; ma a guardarle bene da vicino la nostra pedagogia e la nostra società, hanno ancora bisogno di qualcuno che dica loro: “Non sappiamo ancora che aspetto potrebbe assumere il mondo se i bambini potessero crescere senza subire umiliazioni, se venissero rispettati come esseri umani e trattati con rispetto dai loro genitori.”

IL PARTO POSITIVO CONSIGLIA: Alice Miller, La persecuzione del bambino, Bollati Boringhieri 2013 (1980)

Questo post partecipa ai Venerdì del libro di Homemademma.

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