3 appunti per un cesareo positivo

Un parto positivo non è necessariamente un parto naturale. Lo diciamo sempre. Così come un parto naturale non sempre è positivo.

Se non è la naturalità l’elemento che rende positivo un parto, allora cos’è? È l’esperienza emotiva, non solo quella fisica, a dare il segno + o – a quel che accade in sala parto. E l’esperienza non solo della donna, ma anche del bambino e del suo papà. Sono tanti piccoli dettagli tutti insieme, che formano il quadro globale del parto: aver tentato di ridurre tutto il positivo a “mamma e bambino stanno bene” non è stata una mossa molto lungimirante e oggi forse ci si sta rendendo conto davvero che lo stare bene è cosa molto più grande del sopravvivere.

Oggi allora parliamo di cesareo. Ricordandoci che un cesareo è sì un intervento chirurgico maggiore, ma è anche, e prima di qualsiasi cosa, una nascita.

Innanzitutto, come sappiamo, ci sono due tipi di cesareo: quello di emergenza, imprevisto e inatteso, e quello prevedibile e previsto. Siamo assolutamente convinte che persino il cesareo di emergenza possa essere un parto positivo e è argomento di un prossimo post. Oggi invece parliamo di cesareo pianificato. Quel cesareo che si rivela necessario per tempo e la mamma sa di dover affrontare. Un vantaggio clamoroso quello del tempo, per prepararci e anche preparare il nostro bambino…! Usiamolo saggiamente.

gentle-c-section1) Un Cesareo Positivo è innanzitutto, un cesareo necessario.  Dal 1985 la comunità internazionale considera che la percentuale media di cesarei per una zona geografica dovrebbe oscillare tra il 10 e il 15%. A pensarci è anche logico, se più di questa percentuale fosse davvero necessaria, ci saremmo estinti da tempo. Non solo: due studi dell’OMS del 2015 hanno mostrato che quando la percentuale di cesarei di una zona aumenta raggiungendo il 10% (pensiamo ai paesi in via di sviluppo), diminuisce anche il tasso di mortalità perinatale. La stessa correlazione non è riscontrata per aumenti dei cesarei oltre il 15%. Come dire, più cesarei non significa necessariamente più vite salvate. La percentuale di cesarei in Italia è parecchio al di sopra del 15%, con picchi in certe regioni di oltre il 40%: la possibilità che da qualche parte se ne abusi è alta. Essere informate e convinte che il cesareo sia la scelta più sicura per noi è il primo passo per accoglierlo con la gratitudine e la meraviglia che il miracolo di poter aprire la pancia di una donna per estrarre il suo bambino si merita (abbiamo detto qualcosa di simile parlando di induzione positiva). Un cesareo, quando è necessario, è lo stesso miracolo meraviglioso e profondo di ogni nascita e può -anzi deve- essere vissuto come tale, soprattutto con grande gratitudine.

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2) Un Cesareo Positivo è gentile con il bambino e mette la famiglia al centro. Certo, è un intervento chirurgico, e richiede come tale la massima attenzione di un bravo chirurgo. Ma si può mantenere alta l’attenzione anche maneggiando con dolcezza un bambino appena nato. Il termine ‘Gentle C-section’ è ormai di uso corrente e diventato pratica diffusa in molti ospedali inglesi. Mantenere il punto di vista del bambino è possibile (noi diremmo necessario); sia per il personale medico che, ancor più per la mamma. Può essere una buona guida per assicurarsi di metterlo al mondo noi questo piccolino, anche se con un grande e inestimabile aiuto esterno. Esempi di piccoli accorgimenti che possono fare di un intervento chirurgico maggiore una nascita gentile solo: tenere gli occhi del bambino riparati dalla luce della lampada; lasciare che la mamma abbia una mano libera per interagire con lui subito; lasciar accadere lo scambio multisensoriale del pelle a pelle (che non è solo un buon protocollo!) sul petto della mamma mentre la ricuciono o se non fosse davvero possibile almeno su quello del papà… e la lista è ancora lunga. Ma di fatto non serve una lista di to do, basterebbe ricordarsi (e soprattutto ricordare a chi effettua l’operazione) che da quella pancia che con grande maestria si sta operando, stanno nascendo un essere umano e la sua mamma. In alcuni ospedali hanno addirittura iniziato a introdurre soluzioni che lascino vedere alla mamma quello che succede, accorciando le distanze e i tempi della separazione. Non ci sono ancora studi specifici, a nostra conoscenza, che dimostrino l’impatto di queste pratiche ma la probabilità che ne abbiano uno molto forte e positivo ci sembra molto alta.

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3) Un Cesaro Positivo non mette la testa sotto la sabbia. Un fatto innegabile è che gli ormoni che presiedono la nascita seguiranno con altissima probabilità linee un po’ diverse da quelle previste in caso di parto naturale. Inutile far finta che non sia così. Saperlo ci permette di essere consapevoli dell’importanza di tenere bilanciato il sistema interno dal lato di rilassamento e positività. Questo significa sia avere cura di mantenere uno stato di calma vera e profonda finché il bambino è dentro di noi, sapendo che per tutto quel tempo la sua esperienza è strettamente dipendente dalla nostra. In questo senso le stesse respirazioni e rilassamenti che si possono praticare pensando alle contrazioni possono tornare molto utili e rivelarsi assai importanti per affrontare momenti che potrebbero essere un po’ stressanti. Ma non solo:sapere che gli ormoni hanno un equilibrio delicato ci permette di prepararci al meglio per il dopo parto. È proprio per via di quel gioco di ormoni che fino a pochi anni fa si diceva che dopo un cesareo non si potesse allattare: naturalmente nel contesto di un’assistenza alla maternità improntata alla separazione, risultava abbastanza difficile per le donne trovare le risorse (fisiche e emotive) per allattare. Lo stesso dicasi per i disturbi dell’umore post-parto. Oggi invece abbiamo il privilegio di sapere già che l’intimità e la connessione con il nostro bambino sono essenziali e possibili anche con un cesareo. Si può scegliere di riappropriarsi subito di un post-parto preparato con ancora maggior cura di uno naturale, ancora più dolce e calmo: proprio per contribuire positivamente a che tutto l’equilibrio di stabilizzi in modo sereno, sia fisicamente che emotivamente.

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Una nascita è sempre un miracolo meraviglioso. Anche quando ha bisogno dell’aiuto di un chirurgo esperto per avvenire. A lui il compito di occuparsi della sicurezza, a noi, di nuovo e come sempre, la responsabilità di preservare la meraviglia. Per noi stesse, e per i nostri piccoli.

 

 

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