ATTACCAMENTO (pt. 3): STILI DIVERSI

Gli Stili di attaccamento

Ecco la terza puntata del nostro feuilleton sull’attaccamento e sull’alto contatto (se non hai ancora letto la Parte 1 e la Parte 2, non esitare a farlo adesso) basato sul recente articolo di Diana Divecha. Oggi si entra nel cuore della faccenda e si esplorano i diversi stili di attaccamento. E voi? Vi ci riconoscete? 

Buona lettura!

***

Negli anni ’50, Mary Ainsworth si unì a Bowlby in Inghilterra e un decennio dopo negli Stati Uniti cominciò a diagnosticare diversi tipi di rapporti tra i bambini e le loro madri nel secondo anno di vita; osservò come i bambini reagiscono vivendo una serie di situazioni: quando il bambino e la madre sono insieme, quando sono separati, quando il bambino é con uno sconosciuto e quando il bambino e la persona che si prende cura di lui tornano insieme dopo una separazione. [In questo video potrete osservare il protocollo sperimentale sviluppato da Mary Ainsworth].

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Ainsworth e colleghi identificarono i primi tre dei seguenti modelli, e Mary Main e colleghi identificarono la quarta:

⁃ Quando i bambini hanno un attaccamento sicuro, giocano ed esplorano liberamente partendo dalla base di sicurezza garantita dalla presenza della madre. Quando lei va via, il bambino può mostrarsi in ansia, specialmente se c’è la presenza di un estraneo. Quando la madre ritorna, il bambino esprime gioia: a volte mantenendo la distanza altre volte andando incontro alla mamma e chiedendo di essere preso (ciò dipende ovviamente dal carattere del bambino). Il bambino quindi si rasserena presto e torna a giocare. Le madri che vivono questa situazione sono reattive, affettuose, amorevoli e emozionalmente disponibili; di conseguenza i bambini crescono sicuri attraverso la capacità della madre di gestire le emozioni. I bambini si sentono liberi di esprimere apertamente le proprie emozioni positive e negative e non sviluppano difese contro quelle spiacevoli.

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⁃ Il bambino con attaccamento insicuro-evitante sembra indifferente alla madre, non mostra insofferenza quando la madre va via e si comporta allo stesso modo in presenza di uno sconosciuto. Quando la madre torna dopo la separazione, il bambino potrebbe evitarla o potrebbe non aggrapparsi a lei quando viene preso in braccio. Le madri che vivono situazioni di attaccamenti insicuri-evitanti sembrano spesso arrabbiate in generale e nei confronti dei loro bambini. Possono essere intolleranti e talvolta punire il bambino che vive situazioni di disagio; spesso inoltre motivano in maniera sbagliata i comportamenti del bambino, ad esempio dicendo:”Piangeva solo per malcontento”. Uno studio ha dimostrato che i bambini insicuri-evitanti hanno scompensi di tipo fisiologico (aumento del battito cardiaco, ecc. .), cosí come anche i bambini dall’attaccamento sicuro, quando vivono la situazione in cui i genitori si allontanano ma -a differenza di questi ultimi- hanno imparato a sopprimere le loro emozioni per poter stare vicino al genitore senza rischiare di essere respinti. In altre parole, i bambini “disattivano” il loro normale sistema di attaccamento e smettono di guardare alle loro madri come la fonte di aiuto. Come i lattanti, i bambini insicuri-evitanti non prestano molta attenzione alle loro madri o ai loro sentimenti, e le loro esplorazioni del mondo fisico sono rigide e autosufficienti. A partire dall’età della scuola materna, questi bambini tendono ad essere più ostili, aggressivi e complessivamente vivranno negativamente le interazioni con gli altri. L’evasione e la distanza emotiva diventano un modo per affrontare il mondo e, invece di risolvere i problemi, preferiscono scontrarsi o ritirarsi.

⁃ I neonati con un attaccamento insicuro-ambivalente / resistente sono aggrappati alla madre e non esplorano nè giocano in sua presenza. Sono angosciati quando la madre li lascia, e quando lei ritorna, vacillano tra l’aggrapparsi a lei e il far resistenza con rabbia. Ad esempio, possono combattere, colpire o tirarsi indietro quando la madre li raccoglie. Questi bambini non sono facilmente consolabili. Sembrano volere un rapporto stretto ma l’incoerenza e l’insensibilità della madre minano la fiducia del bambino nelle sue risposte. Questo schema sconvolge anche l’autonomia del bambino, perché il bambino rimane focalizzato sul comportamento della madre e sui suoi stati d’animo quasi escludendo tutto il resto. Nei bambini insicuri-ambivalenti, l’ansia di separazione tende a durare molto e superare il tempo che invece serve ai neonati sicuri per gestire la separazione. Gli studi longitudinali mostrano che questi bambini spesso si inibiscono, si ritirano e acquisiscono scarse abilità interpersonali.

⁃ L’ultimo modello di attaccamento insicuro, che è il più inquietante e distruttivo, è l’attaccamento disorganizzato ed è stato descritto da Mary Main. Questo modello può avvenire in famiglie dove c’è abuso o maltrattamento. La madre, che dovrebbe essere fonte di sostegno, è anche la persona che spaventa il bambino. Queste madri possono esse stesse maltrattare il bambino, o potrebbero avere propri traumi non risolti. Main e colleghi scrivono: “Il bambino vive un paradosso irrisolvibile in cui il suo rifugio sicuro è al tempo stesso fonte di allarme”. Questo modello può anche aver luogo quando la madre ha una malattia mentale, una tossicodipendenza, o fattori di rischio multipli come la povertà, l’abuso di sostanze e una storia di maltrattatamento alle spalle. I neonati saranno molto ansiosi o in alternativa dissociati, incapaci di mostrare espressioni, dalla postura immobile anche quando tenuti in braccio dalla madre. Più avanti nel tempo questi bambini tendono a diventare aggressivi e la dissociazione resta un meccanismo di difesa.

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…continua! La prossima puntata parlera’ dei vantaggi di un attaccamento sicuro.

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