COME DECIFRARE IL TUO NEONATO

Chi ha detto che i neonati sono noiosi?

Tre prove inconfutabili che tuo figlio è nato genio.

 

reading distance

Per molti genitori, le prime settimane di vita del loro bambino sono un misto di panico e noia.

Panico perché non si sa come gestirsi il nuovo lavoro (quel lavoro speciale che non è preceduto da formazione o apprendistato e non comporta stipendio alcuno). Ha mangiato abbastanza? Ha dormito abbastanza? Sta dormendo troppo? Cosa sta pensando? Oddio ma respira? Perchè non fa la cacca? Perché continua a fare la cacca? Perché mi sta guardando? Perchè non mi guarda?  … è normale?

Noia perché si può avere l’impressione che il bambino non stia facendo molto. Non si sa come interagire con lui. Sta lì: non sa parlare, non sa giocare… non possiamo nemmeno essere sicuri che ci voglia bene. Si nutre, fa la cacca, dorme, si nutre, fa la cacca, dorme. E piange. Magari piange tantissimo. Che ci spezza il cuore. Ma, diciamolo, è anche noiosissimo. Non c’è niente da fare a parte “aspettare che passi”, aspettare che cresca.

O forse no?

La buona notizia è che se impariamo a riconoscere quello che il nostro bambino già sa fare, l’interruttore del panico si spegne subito. Perchè in realtà il bambino SA già dirci se ha mangiato abbastanza, se ha voglia di dormire… e perfino che ci ama alla follia. Basta saper decifrare i suoi segnali.

Per quanto riguarda l’interruttore della noia… beh quello non ha nemmeno la possibilità di accendersi. Perché se sappiamo come decifrare i segnali del nostro piccolo, improvvisamente vediamo il miracolo compiersi davanti ai nostri occhi. E intendo un vero miracolo, tipo 700 nuove connessioni neuronali al secondo!

Ma allora che cosa sanno fare questi neonati? Sappiamo tutti che, se il parto si è svolto normalmente, il neonato si esibirà presto con uno splendido breast crawl, ovvero si metterà a strisciare con tutte le sue forze verso il capezzolo della sua mamma, come si vede in questo video.

Ma quello che sa fare va ben al di là delle sue erculee prodezze. Le sue capacità cognitive sono stupefacenti almeno tanto quanto quelle fisiche. Il cervello del piccolo è gia pronto ad assorbire ed elaborare informazioni che ai computers della NASA, gli fa un baffo.

Ecco tre esempi della sua fenomenale potenza:

1. Il neonato riconosce l’odore della mamma.

Se metti* la maglietta che hai indossato ieri nella culla del bambino, alla sua destra, e poi metti una maglietta fresca di bucato alla sua sinistra, secondo te da che parte si girerà il piccolo? Ma dalla parte del tuo meraviglioso splendio profumo, ovviamente! (No no no! Non fare l’OCD adesso! La vita è fata di priorità: ora ti dice che ti ama alla follia. Fra qualche anno gli insegnerai a fare lavatrici.)

Cioè:

Il neonato conosce il tuo odore.

Adora il tuo odore.

Va a prendersi quello che conosce e ama.

Non è fantastico?? Voglio dire, fino a qualche giorno fa era in utero, galleggiava nel liquido amniotico e riceveva nutrimento 24 ore su 24. E adesso guardalo, già pronto a guadagnarsi quello che desidera! Che questa determinazione rimanga con lui per sempre.

2. I neonati sono quasi ciechi, ma sanno riconoscere un viso.

La vista non ha potuto svilupparsi un granché nella pancia: non c’era luce e non c’era distanza. Eppure già durante le prime ore di vita, i neonati riconoscono i visi. Bastano un ovale e tre punti disposti come due occhi e un naso (vedi immagine qui sotto), ed ecco che il piccolo non vuole più staccare gli occhi da quel potenziale nuovo amico. Se invece capovolgiamo l’ovale lasciando il punto solitario in alto e i due punti in basso, l’interesse del bambino si perde subito. (Nota che gli ovali devono essere a circa 10-20 cm dagli occhi del bambino per fare in modo che lui li possa fisicamente percepire. Proprio la distanza a cui ci troviamo quando allattiamo – Ah le coincidenze!).

high contrast face

 

La cosa ancora piu pazzesca è che il piccolo si accorge anche se la faccia lo sta guardando o meno (Sì lo so: geniale!). E ovviamente vuole che tu abbia occhi solo per lui. Quindi il minimo che tu possa fare è guardarlo. Per ore e ore…

3. Ti sa dire quando ne ha abbastanza.

Ok adesso non esagerare però. Non vuole che lo guardi OGNI. SINGOLO. ISTANTE. Sì, tuo figlio è un genio. Bene. Ora passiamo ad altro. Magari lo lasciamo dormire? (E ne approfittiamo per dormire anche noi?)

Le interazioni sociali sono estremamente faticose per i neonati (così come per i bambini più grandicelli… e per gli adulti!). Dopo qualche secondo/minuto di intenso scrutarsi negli occhi, il bambino distoglierà lo sguardo. Se non lo lasciamo un po’ riposare, inizierà a fare smorfie… e se ancora non ci arriviamo, inizierà a piangere e urlare (ecco, magari sulla pazienza il piccolo genio ha ancora un po’ di lavoro da fare).

Cosa ci mostrano questi tre piccoli esempi? Ci mostrano che il neonato viene al mondo pronto a guidare la nostra interazione con lui. Basta che noi facciamo queste tre piccole cose:

  1. Impariamo a decifrare i suoi segnali
  2. Prestiamo attenizione ai suoi segnali
  3. Rispondiamo ai suoi segnali

E addio panico e noia.

Essere genitore può essere un’esperienza meravigliosa, divertente e prevalentemente positiva. E la cosa fantastica è che quando questo succede, il cervello del bambino si sviluppa in modo ottimale. Quindi se vuoi che tutto il potenziale del tuo bambino si realizzi, impara a decifrare i suoi segnali e concediti il lusso, il privilegio e il piacere di divertirti con lui!

 

neonato competente

  • e qui ci riferiamo in particolare alle mamme. Perché sì, le mamme sono speciali. Come i papà, ma diversamente.

 

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