Come si fa l’amore dopo il parto?

Non credete a quelli che vi dicono che non cambia niente. In realtà cambia tutto. 

Non credete a quelli che vi dicono che i bei tempi sono finiti. In realtà sono appena iniziati. 

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Con ogni parto nascono anche una mamma e un papà: dopo la nascita di ogni bambino, entrambi i genitori cambiano radicalmente. Figuriamoci quindi se non cambia la loro interazione (fisica e psicologica). “Torneremo mai come prima?” Ci si chiede, e si evocano con nostalgia notti (e giorni) di passione focosa. La risposta breve è un bel NO. La risposta un po’ più lunga è: “No. Ma se ce la giochiamo bene, sarà ancora meglio.”

Allora come fare a giocarsela bene? Quali sono i maggiori fattori di cambiamento? Come facciamo a fare in modo che questi apportino ancora più benessere a noi, al nostro partner e a tutta la famiglia? Oggi parliamo di cinque aspetti che possono fare la differenza

1. Ferite

Spesso, durante il parto, vagina e vulva subiscono delle lacerazioni. E troppo spesso viene praticata l’episiotomia per “aiutare” il bambino ad uscire. Al di là delle ragioni per cui questo avvenga (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’episiotomia è una pratica quasi sempre ingiustificata), è importante conoscere le proprie ferite, prendersene cura e lasciare loro il tempo di rimarginarsi.

2. Perineo

Anche senza lacerazioni, il perineo si trasforma durante il parto. Si stira, si schiude, si espande. Per aumentare l’elasticità di questa parte del nostro corpo tanto preziosa, è importante esercitarla. Sempre.


Non solo in gravidanza, non solo dopo il parto. Dovremmo insegnare alle nostre figlie a sentire e utilizzare questa parte di loro – tanto nascosta e tanto preziosa – come una tappa della loro routine personale. (La sera, prima di andare a dormire, ci si strucca, si mette la crema idratante, e si esercita il perineo. E se si ha tempo di fare una sola cosa, si fa la terza. Facile!). Un perineo tonico è un ottimo alleato di una vita sessuale soddisfacente, prima e dopo il parto.

3. Vissuto del parto

Parto e sesso condividono un palcoscenico molto speciale, capace di farsi attore (protagonista e non): la vagina. Come viviamo il suo ruolo durante il parto influenzerà il modo in cui la sentiamo durante i rapporti sessuali.

Per esempio, il parto può insegnarci a lasciarci andare ancora di più, e allora anche le nostre notti focose ne gioveranno. Ma è anche possibile che viviamo il parto come una ferita o una violenza, e in quel caso ci sarà un lavoro da fare per recuperare l’aspetto ludico e erotico del rapporto sessuale.

Anche l’esperienza del papà conta. Se ci ha viste come semi-dee durante il parto, il brivido erotico può essere amplificato all’infinito. Ma se ha percepito la nostra vagina come un luogo di dolore e di violenza, sarà per lui difficile ritrovare quella leggerezza e quel mistero che sono parte del gioco amoroso.

Comunque sia andata, l’importante è ascoltarsi e ascoltare, condividere con il partner senza inutili pudori e cercare/scoprire insieme un nuovo modo di darsi reciprocamente piacere. Ne nascerà un rapporto di coppia più profondo e più solido, da cui scaturiranno sensazioni nuove e impensate. In questo contesto, la pazienza, la creatività e il senso dell’umorismo saranno i nostri migliori alleati.

4. Allattamento

Pazienza, si diceva. Se allattiamo (esclusivamente al seno e a richiesta, giorno e notte), nel nostro utero regna quello che una ginecologa con un certo senso poetico ha definito “silenzio ormonale”: non ovuliamo, non mestruiamo, tutto procede liscio come l’olio. Gli ormoni del desiderio (estrogeni, LH, FSH), la cui presenza oscilla durante il ciclo rendendoci particolarmente arrapate e arrapanti proprio in coincidenza con l’ovulazione, sono tenuti a bada dalla prolattina. Calma piatta, insomma.

Per carità, non è che durante l’allattamento una non abbia mai voglia: l’amore, le atmosfere, i giochetti hanno pur sempre il loro effetto. Ma non stupiamoci se la nostra ultima bella scopata si allontana nella memoria prima che una nuova venga a prendere il suo posto. Soprattutto, non dubitiamo. La complicità con il nostro partner non è persa per sempre. Forse è solo un po’ addormentata. Superato questo momento in cui le priorità della Natura sono altre (1. nutrire la prole, 2. evitare che la prole da nutrire aumenti prematuramente), la complicità tornerà, e più forte di prima.

Pazienza e Fiducia quindi.

5. Sonno

E infine diciamocelo: la prima cosa a cui pensiamo appena il pupo si addormenta è …dormire! Gli unici bisogni la cui intensità può superare quella del richiamo del nostro cuscino sono 1. farsi una doccia e 2. mangiare.

Bisogna proprio che tutte le stelle si allineino perché questi tre presupposti (sonno, igiene, nutrimento) siano realizzati prima del risveglio del piccolo. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una delicata prioretizzazione delle rinunce, che non è esattamente il preliminare più efficace. Ma anche qui, diamoci tempo. Anche se sembra impossibile, un giorno dormiremo. E non sarà più così difficile scambiare un’ora fra le braccia di Morfeo con un’ora fra le braccia del nostro uomo.

Quindi insomma non mettiamoci troppa pressione, ma se per caso un giorno abbiamo la voglia e l’energia, non sprechiamo una preziosa occasione di riconnettere con il nostro partner. Tutto il resto (a parte il pupo) può aspettare.

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