INTERVISTA A FRANCESCA ALBERTI, PRESIDENTE DI INNECESAREO.

Riprendiamoci il parto! Anche l’allattamento sarà più facile. (Francesca Alberti)

dalla pagina facebook di Innecesareo

Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare la presidente di Innecesareo Onlus, prima associazione di volontariato in Italia ad occuparsi di prevenzione cesarei non necessari, promozione VBAC (parto vaginale dopo cesareo) e sostegno emotivo post cesareo o parto medicalizzato.

Francesca Alberti, consulente professionale in allattamento IBCLC, doula e sei volte mamma, non solo è una persona gentile, aperta e generosa, ma anche estremamente rigorosa e preparata. Abbiamo scelto cinque delle mille domande che avremmo voluto farle e riportiamo qui quello che Francesca ci ha raccontato in merito alla spinosa questione del parto cesareo in Italia.


1. Sei  la presidente di Innecesareo. Perché vi dedicate alla missione di ridurre il numero di cesarei?

Crediamo che il cesareo sia un intervento importante, un vero salva-vita per mamma e bambino quando davvero necessario, ma teniamo a ricordare che è anche un intervento di chirurgia addominale maggiore che non può e non deve diventare la normale modalità di nascita. Innecesareo ha profonda fiducia che le donne abbiano in sè tutte le competenze e la possibilità di avere un parto vaginale sano e che questo sia la norma biologica. In realtà sento che si è un po’ capovolto tutto e personalmente credo che ci siano stati “rubati” parto e allattamento. Penso inoltre che sia importante che le donne ritornino ad essere consapevoli, informate correttamente, ma soprattutto “padrone” del proprio corpo e dell’intero evento nascita.


Il logo di Innecesareo

2. Sappiamo che il cesareo è necessario solo raramente. Le linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità indicano un’incidenza di parti cesari giustificati di non più del 10-15% sul totale delle nascite. Cosa pensi di queste linee guida? In Italia che incidenza di cesarei troviamo? Come varia da regione a regione? Come interpreti questi dati?

Penso che queste linee guida non siano male ma possono essere migliorate. E’ stato visto infatti, ad esempio a The Farm, come fosse possibile avere un tasso di cesarei dell’1-2%, quindi vuol dire che l’indicazione del 10% è migliorabile ulteriormente. In Italia, però, siamo purtroppo lontani da queste linee guida. La media nazionale è quasi del 39% e il tasso è ancora più alto nel Sud Italia: Campania, Sicilia, Calabria, ecc. Credo ci sia troppa medicalizzazione di gravidanza e parto e sia tutto troppo sotto controllo medico. Il cesareo viene visto come la scorciatoia migliore in nome della medicina difensiva. Le donne sono state espropriate di ciò che compete loro, le si convince molto spesso che il cesareo serva “a mettere al sicuro tutti”. In realtà le evidenze dimostrano che l’eccessiva medicalizzazione e in particolare il cesareo può mettere a repentaglio la vita di madri e bambini e avere numerose ripercussioni a breve e lungo termine per entrambi. Penso inoltre che possano esserci interessi economici di mezzo ma non vorrei andare troppo oltre, questa è una mia opinione personale.

3. Ci sono però alcuni cesarei, che sono effettivamente necessari. Quali sono secondo te i casi in cui questo è vero?

I casi in cui il cesareo è davvero necessario in realtà si contano sulle dita di una mano. Prolasso del funicolo, placenta previa centrale, distacco di placenta, malposizionamento fetale (presentazione trasversale o di faccia). Queste complicazioni e indicazioni assolute sono fortunatamente rare, si stima non superino il 5% dei parti.

Da notare che la placenta previa centrale è il caso in cui la placenta anziché stare (in gravidanza) attaccata alla parete anteriore o posteriore dell’utero, si posiziona nella parte bassa sopra la cervice uterina, e molto spesso vengono fatte diagnosi di placenta previa non appropriate. La diagnosi viene fatta molte volte a 20 settimane, quando c’è ancora molto tempo perché l’utero si allarghi e la placenta si alzi. Anche il bimbo podalico non è un indicazione assoluta, sappiamo che i bimbi podalici possono nascere in modo sano per via vaginale.

Tengo a precisare ancora una volta che Innecesareo non è contro il cesareo, ma contro l’abuso, questo sì. Voglio ricordare infine come anche il cesareo, quando serve, abbia bisogno di rispetto, è un evento sacro ed è fondamentale cura, accoglienza, attenzione a mamma e bambino che viene al mondo. Troppo spesso ascolto donne che raccontano storie di mancato rispetto, come: “Durante il mio cesareo parlavano di cosa avrebbero fatto quella sera”, “C’era troppo freddo, troppa luce e nonostante stesse bene mi hanno portato via il bambino.” , “Non mi hanno spiegato cosa succedeva, nessuno mi diceva quello che stavano facendo e avevo paura”. E’ possibile rendere il cesareo un evento “dolce” e rispettato, in quel momento una donna sta diventando madre e un bambino sta per nascere.

4. Quali sono invece i cesarei innecessari più frequenti?

In realtà per motivi più disparati! Vengono fatti cesarei per problemi di vista, bimbo grosso o troppo piccolo, età materna, tanto o poco liquido e così via. Certo ogni caso va valutato nella sua unicità ma in nessun modo si giustifica un tasso di cesarei come nel nostro paese, tristemente noto per avere il primato europeo e il terzo podio nel mondo per percentuale di cesarei. La stragrande maggioranza delle volte, comunque, i cesarei vengono fatti per induzioni del parto fallite e posizioni podaliche. E’ questa cosa che mi preme enfatizzare: se c’è un intervento medico che va ad interferire sul processo fisiologico del parto, è necessario essere consapevoli del fatto che si va ad aumentare il rischio di avere un parto maggiormente medicalizzato che nella maggior parte dei casi finisce con un cesareo. Il primo intervento causa a sua volta, e a ruota, la necessità di intervenire con altri interventi, sto parlando in particolare dell’induzione, farmacologica o meccanica. E’ necessario ribadire e ricordare, inoltre, che fisiologicamente una gravidanza dura in media dalle 38 alle 42 settimane finite e nella quasi totalità’ dei casi un’attesa fiduciosa è tutto ciò che serve.

5.  Cosa diresti a tutte le donne che hanno avuto un cesareo non necessario?

Ogni storia è talmente diversa e dopo tanti anni sento più che mai che il bisogno delle donne è di essere accolte, ascoltate, comprese, sostenute… Ma inizierei senz’altro con un bel: “Come ti senti?” per poi finire con ciò che ormai ritengo il “mio” slogan: “Riprendiamoci il parto! Anche l’allattamento sarà più facile” 🙂

Un grazie di cuore a Francesca e speriamo di continuare con una proficua collaborazione. Forse le prossima volta parleremo di allattamento?

Francesca Alberti
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