INTERVISTA A REBECCA, OSTETRICA E CO-CREATRICE DEL GRUPPO S.O.S. PERINEO

L’ostetrica […] cammina al fianco della donna, costruendo la strada da percorrere insieme, bivio dopo bivio.

S.O.S Perineo

Abbiamo accolto con gioia qualche settimana fa la creazione di S.O.S. Perineo, un gruppo facebook creato da due giovani e appassionate ostetriche, e al quale ogni donna italiana (dai 15 ai 105 anni) dovrebbe essere iscritta. Perché il perineo, ce l’abbiamo tutte, anche se non se ne parla mai, e prendersene cura è vitale per la nostra salute, per la qualità della nostra vita in generale e dei nostri parti in particolare.

L’ostetrica e co-fondatrice Rebecca Robino risponde qui alle nostre domande sul ruolo dell’ostetrica e sull’importanza di un perineo sano.

Ci raccontate un po’ la vostra storia?

Io e la mia collega Giulia ci siamo laureate nel 2013 e da allora lavoriamo insieme. Abbiamo scelto la strata della LP* perché per noi è l’unica ostetricia che che ti permette di esprimere quello che sei e quello in cui credi, agendo sempre in scienza e coscienza… Siamo amiche sorelle colleghe e senza una non esiste l’altra.

Come vedete la figura dell’ostetrica nel 2015 in Italia?

Il 2015 è stato un anno di grande fermento e anche un po’ di confusione: le case di maternità spuntano come funghi, sono sempre di più le libere professioniste…ma ancora tante, tantissime donne non conoscono la figura ostetrica, o peggio ancora, la scoprono attraverso trasmissioni televisive che non ne danno un ritratto realistico. Però c’è aria di cambiamento, tra le colleghe, tra le donne. Non ci resta che seminare e aspettare di raccogliere i frutti negli anni a venire.

Come nasce l’idea di creare S.O.S. perineo?

L’idea è nata dal contatto con le donne, che non conoscono, dimenticano, trascurano questa parte, in una società che ci dice ci dobbiamo tenere i nostri disturbi, non dobbiamo neanche parlarne, dobbiamo tenerceli perché “ce li abbiamo tutte” e magari mettere un bel salvaslip profumato per mascherare anche gli odori. E invece no. Il perineo è centrale, rispecchia la nostra vita: ogni gravidanza, ogni parto, ogni esperienza sessuale, anche traumatica, ogni emozione ha lasciato un segno, nel bene e nel male. Vorrei davvero che in questo gruppo le donne si sentissero libere di dar voce ognuna al proprio vissuto, alle insicurezze, alle curiosità, ai dubbi. Infine, sempre più spesso sentiamo di professionisti diversi e anche molto variegati tra loro che si propongono, magari senza alcune specializzazione, senza alcune esperienza: con l’aiuto di tutte le colleghe specializzate iscritte, vorrei aiutare a fare un po’ di chiarezza.

Come può un perineo in forma contribuire a un parto positivo?

Quando si pensa al travaglio e al parto, in genere si pensa immediatamente e quasi esclusivamente all’utero. È vero, lui fa il grosso del lavoro. Al perineo si pensa con timore, pensando solo al momento in cui passivamente dovrà stirarsi passivamente per far passare il bambino, con il rischio che si laceri o peggio ancora venga tagliato. Ed invece il perineo ricopre un ruolo attivo. Immaginiamolo come dei tessuti sovrapposti: il primo che il bambino incontra è una tela robusta, che fa da perno alla movimento di rotazione interna che il bambino compie per incanalarsi; il secondo è come un sipario, che scivola intorno alla testa del bambino e protegge le pareti vaginali e gli organi interni; il terzo ed ultimo strato si distende come un anello e per via riflessa crea quella spinta potente ed irrefrenabile, che arriva dentro e accompagna il bambino fuori dal ventre materno. È chiaro che la salute del perineo è fondamentale in questo meccanismo. E il suo benessere fa parte di un insieme di sistemi che contribuiscono all’equilibrio necessario per la mamma a mettere al mondo una vita.

Qual’è la cosa che ogni donna dovrebbe sapere?

Ogni donna dovrebbe sapere che può riappropriarsi di ogni aspetto della propria femminilità, dal ciclo mestruale, alla gravidanza, al parto, alla menopausa. Non si tratta (solo) di rivendicazioni da femministe, ma del liberarsi dei condizionamento culturali creati su di noi e per noi e tornare a conoscere noi stesse, il nostro corpo in tutte le sue manifestazioni ed espressioni, a dargli fiducia, a saperlo leggere, a riconoscerlo, a non delegare. L’ostetrica nasce proprio con questo obiettivo: non indica la strada da percorrere, ma cammina al fianco della donna, costruendo la strada da percorrere insieme, bivio dopo bivio. Ed infine, concludiamo sottolineando che è piena espressione di un diritto scegliere il professionista a cui affidarsi, cambiarlo in corso d’opera, provare approcci e scuole diverse. Alcune di esse fanno davvero la differenza.

* Libera Professionista (NdE).

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