Le mamme hanno bisogno di essere state bambine felici

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Le mamme hanno bisogno di saper guardare nell’abisso e stare in piedi: guardare dentro quella pancia e sopportare di vedere al contempo uno specchio e un muro. Una superficie che riflette noi, e una divisione eterna da quel che eravamo, quel che saremo e -come se già non bastasse- dalla persona indipendente e a sé stante che sarà nostro figlio.

Trovarci un pezzo in più, dentro la nostra pancia, più nostro che mai. E anche qualcosa di irrimediabilmente estraneo.

Le mamme hanno bisogno di reggere una soglia metafisica senza nemmeno sapere cosa sia la metafisica.

Hanno bisogno di reggere la sfida, e non hanno né il tempo né le parole per dirla tutta la paura che lo sfidante ci fa. Perché lo sfidante è uno bello grosso, e corazzato, uno coi controcazzi… talmente sicuro di sé da sfoggiare a testa alta un nome abusato e pretenzioso: Amore, Vita.

Le mamme hanno bisogno di mantenere l’equilibrio sulla soglia del nulla da cui arrivano i loro figli.

Anche se si concedono il lusso di non avere il tempo per dirlo o per saperlo.


Le mamme hanno bisogno di dissimulare il perdersi. Dietro preoccupazioni di lavoro, finanziarie o logistiche. Spendiamo energie a far quadrare il cerchio in modo da capire e preparare come tornare al lavoro/in forma/noi stesse il più in fretta possibile. Come se tornare come prima fosse davvero possibile e auspicabile.

Lo spazio fisico per il bambino, il vuoto tondo dentro la pancia sembra farsi da sé. E ci inganna, ci fa credere che il resto possa davvero allargarsi con altrettanta spontaneità.

La verità è che, possiamo negarlo quanto vogliamo, ma l’abbiamo capito alla seconda lineetta del test di gravidanza: noi esattamente come eravamo non siamo più. Può essere tragico e può essere meraviglioso. Neutro, quello mai.

Le mamme hanno bisogno di saper reggere il colpo. Andare in frantumi senza perdere pezzi.

Le mamme hanno bisogno di essere donne disposte a (vedersi) cambiare radicalmente.

Le mamme hanno bisogno di avere risorse interne di grande amore per se stesse: amore che si può dare e si sa anche riconoscere o esigere da altri. Amore di cui si sa godere quando ne siamo le destinatarie, uniche e insostituibili.

Tutto questo non si impara a un corso preparto. Non lo insegnano le puericultrici. E non si trova nei manuali.

E’ un bagaglio che abbiamo iniziato a preparare tanto, ma tanto tempo fa. Un bagaglio che le donne della nostra famiglia hanno iniziato a preparare per noi prima ancora che fossimo nate.

Essere state bambine amate e felici, sarebbe un ottimo punto di partenza.

Insieme all’essere state adolescenti a cui sia stato insegnato e permesso un rapporto sereno con se stesse, col proprio corpo e le proprie emozioni.

Le mamme hanno bisogno di riattivare con gratitudine questo dentro di sé, se hanno il privilegio di averlo avuto.

Oppure perdonare e andare oltre.

In entrambi i casi per ricostruirlo -ancora più bello e più splendente di quanto potessero immaginare- per i propri figli.

E soprattutto per le proprie figlie, le mamme di domani.

Con questo post abbiamo provato a dare la nostra risposta a “Di cosa hanno bisogno le mamme?”, la domanda del mese di maggio di Bambinonaturale.

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