Un papà italiano a Londra si racconta

 

La mano di Uberto regge la sua bellissima bambina

Uberto, italiano trapiantato a Londra da tanti anni, e sua moglie Ayumi, hanno avuto da poco la loro prima bambina. Un parto dolce e naturale, in acqua, utilizzando tecniche di Hypnobirthing.

Qui Uberto ci racconta un po’ la sua esperienza, con qualche confronto Italia-Inghilterra e una felicità palpabile decisamente contagiosa.

Dal suo confronto fra la prassi italiana e quella inglese emerge un punto molto importante: al di là delle strutture, quello che conta sono le persone.

– Come è stata, per te e tua moglie, la gravidanza a Londra? Credi che se fossi stato in Italia avresti fatto le cose diversamente?

Per noi è stata una fantastica esperienza, che oltre ad averci donato una bambina bellissima ci ha anche rafforzato come coppia.

Siamo stati fortunati a trovare un ottimo Birth Centre* (Barkantine) che abbraccia la filosofia del parto naturale.

Da quello che ho sentito posti del genere sono molto rari in Italia.


– Come è stata la nascita della vostra bambina e quanto credi vi sia stata utile la preparazione Hypnobirthing?

La nascita è stata un momento veramente magico, che abbiamo potuto godere al meglio. La preparazione Hypnobirthing è sicuramente stata molto utile a mia moglie, che come carattere è ansiosa. Grazie agli esercizi di rilassamento è riuscita a mantenersi calma e rilassata.

Grazie anche al parto in piscina, la bambina è uscita senza nessun aiuto e il travaglio è durato solo poche ore.

Per me è anche stata utile per prepararmi meglio a cosa sarebbe avvenuto.

– Se ti capita di confrontarti con amici in attesa in Italia, che impressione hai delle aspettative e della gestione di parto e maternità?

Parlando con gli amici in Italia, ma anche con i colleghi a Londra, nel 90% il parto è ricordato con strilli e dolori. Una cosa di cui meno si parla e meglio è.

Per noi è stato un momento di felicità insieme.

– Pregi e difetti di entrambi i luoghi (intorno alla nascita), secondo te?

Sinceramente non credo dipenda dalla nazione ma dal singolo ospedale/clinica.

In generale abbiamo apprezzato però la mentalità orientata a dare il controllo alle ostetriche (midwives) che c’è in UK.

Parlando dei dottori più in generale invece direi che in Italia sono mediamente più attenti alle esigenze dei pazienti e ascoltano di più.

– Come sono stati i primi giorni/settimane/mesi della tua bambina? Pensi che il parto abbia influito sulla vostra esperienza di famiglia? Come?

Le prime 3-4 settimane sono state incredibilmente intense, ogni cosa era nuova e poter vedere nostra figlia tutti i giorni sembra un miracolo.

Ora (2 mesi) le cose si sono abbastanza stabilizzate, ma siamo ancora strafelici tutti i giorni.

– Puoi dire una cosa a tutti i papà in attesa, cosa vuoi dire?

Si sentono tanti racconti spaventosi, ma almeno per noi, avere una bambina è stata la cosa più meravigliosa che ci potesse capitare.

Abbiamo dovuto fare entrambi qualche sacrificio (ma non poi così tanti) ma sono stati ripagati 1000 volte dalla felicità che ci ha portato la nostra bambina.

Preparasi bene e scegliere il tipo di supporto più adatto a loro ha permesso a Uberto e Ayumi di vivere la nascita della loro piccola come una bella avventura.

Noi vorremmo che questa fosse la norma per i neo-genitori.

*Centro nascita gestito da sole ostetriche

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