PARTO CESAREO. La storia di Flavia.

 

Flavia di Genitorialmente.com e i suoi gemelli.

Qualche tempo fa abbiamo parlato di parto cesareo e vi abbiamo anticipato che avremmo condiviso una storia vera, vissuta in prima persona. Flavia di Genitorialmente.com si è coraggiosamente fatta avanti. (Se volete raccontarci il vostro parto, contattateci anche voi!). Le abbiamo fatto qualche domanda e lei ci ha raccontato la sua storia, fra dolori e gioie, gratitudine e speranza.

Ci ha colpite in particolare come Flavia ci ricordi quanto valga condividere le nostre esperienze, soprattutto quelle più dure. “Fare rete”, lo chiama lei. E ci piace.

Vi riportiamo qui l’intervista integrale. Buona lettura.

1. Perché hai scelto/dovuto fare un cesareo?

La gravidanza dei gemelli è stata molto complessa e, come mi avevano preannunciato i medici, verso la fine della 30-esima settimana si sono rotte le acque ed è stato obbligatorio intervenire con un cesareo.

In ogni caso, anche se fossimo andati più avanti con la gravidanza, uno dei gemelli era in posizione podalica, le mie speranze di un parto naturale erano, quindi, veramente minime.


2. Riferendoti ai tuoi parti, ci hai detto “sono state esperienze forti e ora sono pronta a raccontarle”. Cosa intendevi con “esperienze forti”? Ci racconti del tuo Cesareo?


Nel caso dei gemelli la parte più difficile è stata sicuramente la gravidanza e quando si sono rotte le acque ho avuto quasi un senso di sollievo, ben sapendo che affrontare la prematurità non sarebbe stato banale.

Anche dopo la rottura del sacco amniotico non è stato tutto così semplice, prima del cesareo abbiamo dovuto aspettare tre giorni perché, alla 30ª settimana, i polmoni del bambino non sono ancora pronti per la respirazione naturale, occorre quindi prendere un farmaco che stimoli quello che i medici definiscono “maturazione polmonare”.

Verso la fine dei tre giorni le perdite di liquido amniotico non avevano più un aspetto limpido, e finalmente la sera del terzo giorno abbiamo fatto il cesareo, che, per altri motivi, è dovuto avvenire in anestesia totale.

Così mentre io “dormivo”, i bimbi sono stati trasferiti in terapia intensiva; questo succede sempre per bambini nati in quell’epoca gestazionale, ma per me ha significato dover aspettare quasi 24 prima di vedere i miei bambini.

La neonatologa è stata molto gentile ed è venuta immediatamente a rassicurarmi sul loro stato di salute, ma non poterli prendere in braccio immediatamente, come era successo con la primogenita, è stato veramente doloroso.

3. Tu hai avuto l’esperienza sia del parto naturale che del parto cesareo. Come ti sei preparata, prima, e come hai vissuto poi l’uno e l’altro?

La prima gravidanza è stata abbastanza semplice, qualche ansia tipica delle primipare e alcune paturnie, ma soprattutto grande entusiasmo. Mi sono preparata con un bellissimo corso pre-parto, tante chiacchiere con altre neo o future mamme e alcune sedute di shopping per la bimba in arrivo.

Per i gemelli il percorso è stato molto differente e per tutto il tempo ho visto il parto con un traguardo difficile, ma troppo importante da raggiungere.

La primogenita è nata oltre termine, per cui il parto è stato indotto, e in quegli attimi avrei voluto a tutti i costi un cesareo, come credo capiti a molte delle partorienti.

Però, quando la bimba è nata, immediatamente ho potuto abbracciarla e qualche minuto dopo anche attaccarla al seno; in quegli attimi tutto il dolore è svanito, anche se non è stato dimenticato come raccontano le leggende.

Il dolore viene messo in secondo piano dall’enorme emozione di avere una bimba così piccola e fragile tra le braccia. Inoltre, passate le classiche due ore, utili a verificare che non ci siano complicazioni, ho potuto alzarmi e camminare verso la mia stanza, certo un po’ dolorante, ma non impossibilitata a muovermi, come accade nelle primissime ore dopo il cesareo.

4. Cosa ricordi dei primi momenti di vita dei tuoi bambini? Come pensi sia stata la nascita dal loro punto di vista?

Non so come possa essere stata la nascita per i gemelli, secondo i vari medici, il fatto di nascere prima del tempo ha un impatto molto forte sui bambini, alcune fisioterapiste ci spiegavano che risentono perfino della forza di gravità.

Se ripenso, invece, al visino della mia primogenita, mi pare che trasmettesse solo serenità. Quel che accomuna comunque le due esperienze è il momento in cui per la prima volta si riesce a guardare i loro occhi e a sentire il contatto con la loro pelle. È un’emozione che ti ripaga di tutto il dolore del parto.

5. Credi di aver ricevuto assistenza adeguata o c’è qualcosa che credi si sarebbe potuta fare meglio o diversamente?

Durante il parto della primogenita non sono mai rimasta sola, le ostetriche si sono alternate per seguirmi con garbo e competenza. Per il cesareo, trattandosi invece di una vera propria operazione, la preparazione e il decorso sono da paragonarsi ad un qualsiasi altro intervento.

6. Cosa vorresti dire a tutte le future mamme?


Che dire, il fatto che uno si chiami parto naturale e l’altro taglio cesareo è già abbastanza significativo di ciò che comportano le due cose; poi ovviamente occorre sentire le indicazioni del medico.

Secondo me, però, la cosa più importante è fare gruppo. Confrontarsi con altri genitori; può aiutarci a capire diverse cose.

Nella nostra esperienza dei primi giorni dei gemelli, ha avuto un ruolo fondamentale la solidarietà delle altre mamme e degli altri papà, che stavano vivendo la nostra stessa situazione.

Chi aveva i bambini ricoverati già da qualche tempo ci ha dato tantissimo supporto, spiegandoci come affrontare, con il minor trauma possibile, quei momenti così complessi.

Come sempre quel che conta sono quindi i rapporti umani, scambiarsi opinioni, fare rete… forse anche da questa esperienza è nata l’idea del blog Genitorialmente.com.

Un grazie di cuore a Flavia per aver condiviso con noi la sua esperienza con tanta generosità.

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