6 BUONE RAGIONI PER PROGRAMMARE UN CESAREO

Dopo aver parlato del parto a domicilio passiamo all’altro estremo: il parto cesareo programmato (del parto cesareo d’emergenza parleremo in un post a sè). Anche se spesso questo tipo di parto viene associato alla freddezza della camera operatoria, l’esperienza del bambino e della mamma non deve necessariamente essere negativa. Il parto cesareo può essere un parto positivo, nel quale dolcezza e amore trovano il loro posto*.

Nella nostra esperienza personale non abbiamo riscontrato nessun motivo valido per sottoporci a questo intervento (abbiamo avuto la fortuna di avere delle gravidanze senza complicazioni), ma abbiamo in programma due interviste a mamme con esperienza di parto cesareo: una che l’ha vissuto positivamente e una che l’ha vissuto negativamente. Non esitate a farvi avanti se volete dire la vostra

Per il momento, limitiamoci ai fatti e ai protocolli medici.


Prima di tutto va sottolineato che il parto cesareo è un intervento chirurgico maggiore e

il medico, secondo il principio ‘prima di tutto non nuocere’ non può fare un cesareo senza un’indicazione specifica. Non sarebbero giustificati i rischi legati a anestesia, intervento chirurgico e esiti a lungo termine (rischi di lacerazione dell’utero per future gravidanze).

Ci sono tuttavia casi in cui la possibilità di un cesareo è una conquista meravigliosa con il vero potere di salvare la vita di mamma e/o bambino. Qui sotto presentiamo alcuni esempi:

1. Gemelli con presentazioni anomale.

Se due gemelli sono posti in maniera tale da rendere praticamene impossibile la loro incanalatura e uscita, viene programmato un parto cesareo, tipicamente alla 37esima settimana.

2. Placenta previa.

Quando la placenta è collocata all’imboccatura del collo dell’utero, è praticamente impossibile che un parto naturale abbia luogo. Per questo si rende necessario programmare un parto cesareo.

3. Patologie ortopediche della madre.

Se la madre ha delle malformazioni ossee del bacino, l’ortopedico potrebbe segnalare un rischio di complicazioni elevato. In una situazione di questo tipo, il parto cesareo può permettere alla madre di mettere al mondo il suo bambino senza i grandi rischi a cui un parto naturale li sottoporrebbe.

4. Patologie oculistiche della madre.

La pressione durante le spinte del parto potrebbe causare un distacco di retina nelle donne che già soffrono di particolari disturbi agli occhi. Sarà l’oculista in questo caso a segnalare il rischio e a raccomandare un parto cesareo.

5. Presentazione podalica.

Per un parto naturale, la posizione ideale del bambino sarebbe a testa in giù (tipicamente con la schiena contro la pancia della mamma, ma anche quando mamma e bambino sono schiena contro schiena il parto naturale è possibile). Se il bambino si presenta invece con il sederino vicino all’apertura dell’utero, oggi viene spesso consigliato un parto cesareo.

Aggiungiamo che questo viene fatto anche a causa della mancanza di allenamento del personale medico ad assistere parti di questo tipo: visto il rischio relativamente elevato, i parti naturali in caso di presentazione podalica in Italia sono molto rari. Tuttavia, in alcuni centri specializzati (ad esempio a Vipiteno, in Alto Adige, che però purtroppo pare stia per essere chiuso), le donne hanno la possibilità di partorire naturalmente anche bambini che si presentano nella posizione non “canonica”. La presenza di un medico è comunque sempre necessaria, e sarebbe desiderabile non essere lontani da un reparto di neonatologia.

6. Tocofobia – paura delle contrazioni.

Alcune donne manifestano una paura patologica delle contrazioni fin dall’inizio della gravidanza. Se il supporto psicologico offerto alla donna non è sufficiente a rendere la fobia gestibile nei nove mesi della gravidanza, un cesareo programmato si rivela spesso la soluzione più ragionevole.

Nei casi sopra elencati (e ce ne sono molti altri), i rischi legati all’intervento chirurgico sono chiaramente inferiori ai rischi che un parto naturale comporterebbe. Per questo molte mamme scelgono di programmare un parto cesareo, nella consapevolezza di scegliere il meglio per il loro bambino e per se stesse.

È importantissimo ricordare che sottoporsi al cesareo non significa necessariamente rinunciare ad un parto positivo**. Il parto cesareo può essere vissuto come una nascita, più che come un intervento chirurgico, da tutta la famiglia. Non si tratta soltanto di sopravvivere all’intervento con le minori conseguenze possibili. Per il piccolo, si tratta di venire al mondo. Per la mamma, si tratta di dare la vita. Per il papà, si tratta di proteggere e supportare la sua nuova famiglia. Tutto questo può avvenire con dolcezza e serenità. Ci sono piccoli accorgimenti da adottare, qualche cura da prestare, e ne parleremo presto.

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